Valditara “Giovani hanno bisogno scuola seria,no a principi tossici ’68”

Giuseppe Valditara, Minister of Education and Merit in the Meloni government during the second pre-congressional stage Tutto un altro mondo tutta un altro sicurezza, la sfida della legalita, the league meets in naples at citta della scienza Naples, March 21, 2025.

FIRENZE (ITALPRESS) – “Visito molte scuole, incontro molti giovani: hanno sogni, speranze, cercano valori, chiedono risposte, ma hanno anche tanto entusiasmo e tanta voglia di futuro. Sono molto diversi da quella immagine che talvolta affiora sui media. Hanno bisogno di una scuola seria, che chiuda definitivamente l’epoca in cui merito, regole, responsabilità, impegno, rispetto erano considerati da una certa intellighenzia di sinistra dei disvalori. Questi giovani hanno bisogno di una scuola che torni a insegnare fin dai primi anni di età alcuni elementi fondamentali nella formazione della persona, che torni a insegnare le regole della grammatica e della sintassi per imparare a capire e per farsi capire”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenendo al congresso federale della Lega in corso a Firenze. Valditara, che ha sostenuto come a suo avviso la scuola deve liberarsi dei “principi tossici del 1968”, ha poi aggiunto: “C’è bisogno di una scuola che torni a insegnare le regole della grammatica e della sintassi per imparare a capire e per farsi capire; che ridia importanza ai riassunti per rispettare chi ci sta di fronte, per imparare la chiarezza; che nell’epoca di internet e dei cellulari aiuti a coltivare la memoria ritornando a far studiare le poesie; che insegni la logica e il ragionamento con il ritorno del latino; che insegni a scrivere bene perchè il corsivo è il modo di esprimersi di chi riflette, lo stampatello di chi urla; che sappia far orientare i nostri giovani nel mondo che li circonda, con il ripristino di uno studio serio della geografia”. Valditara ha sottolineato l’importanza che la scuola insegni a “rispettare la lingua italiana, vietando asterischi e schwa”.

Foto: IPA Agency

(ITALPRESS).

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