BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Il governo ungherese ha deciso di ritirarsi dalla Corte penale internazionale (Cpi). Lo ha dichiarato oggi all’agenzia di stampa statale “Mti” Gergely Gulyas, capo dello staff del primo ministro dell’Ungheria, Viktor Orban.
La mossa avviene in concomitanza con la visita a Budapest del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, su cui pende un mandato d’arresto emesso dalla Cpi in relazione a presunti crimini commessi durante la guerra nella Striscia di Gaza.
Le parole di Netanyahu e Orban
Durante la conferenza stampa congiunta a Budapest, Netanyahu ha affermato: “Hai preso una decisione coraggiosa, una decisione importante per il mondo, quella di opporti a un’organizzazione corrotta come la Corte penale. Sei il primo leader di un Paese, e credo non l’unico, a lasciare questa organizzazione corrotta. Sarà apprezzato non solo da Israele, ma anche da altri paese”.
Nel 1999, l’Ungheria aveva firmato lo Statuto di Roma, il trattato istitutivo della Cpi, e lo aveva ratificato due anni dopo, durante il primo mandato di Orban. Finora solo due stati, Burundi e Filippine, hanno lasciato la Cpi. La visita del premier israeliano a Budapest durerà quattro giorni ed è la prima in un paese dell’Unione europea dall’inizio della guerra a Gaza, nell’ottobre 2023. Nel 2024 e a inizio 2025 Netanyahu si è recato in visita negli Stati Uniti.
Il premier ungherese Viktor Orban ha motivato la decisione di Budapest di ritirarsi dal
Tribunale penale internazionale (Cpi) perché si tratta, a suo avviso, “di un tribunale politico”. In una conferenza stampa congiunta con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, ricercato dalla Corte, Orban ha aggiunto che il Cpi ha “un’agenda politica” e non è più un tribunale indipendente.
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