PIEMONTE: KIT PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA

Pettine, asciugamano, una trousse di prodotti e un pigiama: sono alcuni degli oggetti che si trovano nel “kit” di prima necessità che la polizia municipale di Torino potrà mettere a disposizione delle donne che denunciano una violenza domestica, e che quindi, spesso, dopo aver denunciato non possono far ritorno nella propria casa per motivi di sicurezza. Lo ha presentato oggi a Palazzo Lasciars l’associazione femminile Soroptimist International (club di Torino), con il patrocinio della Consulta femminile del Consiglio regionale del Piemonte.
Il kit, che in futuro sarà dato in dotazione alle forze dell’ordine e sarà a disposizione in tutte e quattro le sedi cittadine delle cosiddette “stanze di ascolto protetto” del progetto ”Una stanza tutta per sé”, è stato oggi consegnato in via sperimentale a solo una di esse: quella del Nucleo di prossimità della Polizia Municipale (in via Bologna 74).
“C’è la necessità di luoghi dove le donne possano sentirsi a loro agio, dove possano confidarsi. Come le 4 stanze allestite da Soroptimist. E il kit può dare loro un ulteriore aiuto a farle sentire a casa, a far capire che c’è qualcuno che tiene a loro”, afferma la presidente della Consulta femminile regionale, Cinzia Pecchio. “Nel kit ci sono poche cose ma utili – spiega – ma l’importante è il messaggio che veicolano: nessuna donna che trova il coraggio di denunciare verrà mai lasciata sola”.

“Questa nostra iniziativa – aggiunge Angiola Maria Moschetti, presidente del club torinese di Soroptimist International – è un seme, che speriamo possa germogliare in iniziative analoghe e sempre migliorative. Per esempio si potrebbe studiare anche un kit dedicato ai bambini”.
Al momento, nel kit – che Moschetti definisce “di sopravvivenza” – ci sono generi di prima necessità: un pigiama, una canottiera, calze, slip, un paio di pantofole, un set di asciugamani, un accappatoio e una trousse con spazzolino e dentifricio, shampoo, sapone, bagnoschiuma, un pettine, creme, un deodorante.
“Denunciare una violenza è un atto coraggioso che deve essere assolutamente sostenuto in tutti i modi possibili”, aggiunge ancora la vicepresidente del Consiglio e delegata alla Consulta, Angela Motta, “perché la violenza è un fatto trasversale, che non conosce età né ceto sociale e che va combattuta sul piano culturale”.
“Credo che aiutare le donne in questioni anche molto banali, pratiche, possa dare un ulteriore stimolo ad abbattere questo muro di omertà che ancora c’è per quanto riguarda le violenze domestiche”, conclude infine l’assessore alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, Monica Cerutti.

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