“Che gli sportivi italiani non avessero più affetto per la Nazionale era grave. La Nazionale è la squadra di tutti, ha regalato incredibili momenti collettivi di felicità. Quando siamo arrivati c’era demoralizzazione perché, almeno noi, non avevamo mai visto l’Italia fuori dal Mondiale. Però purtroppo questi momenti capitano. Il calcio è così, non sai neanche perché, a volte. A volte si incolpano gli allenatori, però sono cose che sono capitate a tutte le Nazionali”. Così il ct della Nazionale, Roberto Mancini, in una lunga intervista firmata da Walter Veltroni pubblicata oggi sulle pagine de ‘La Gazzetta dello Sport’. “Quando abbiamo iniziato non c’era una sola persona, anche tra gli addetti ai lavori, che dicesse ‘Però se ne può venir fuori’ – sottolinea il coach della Nazionale – Tutti dicevano ‘Non ci sono giocatori, non c’è niente’. Ma in Italia sono sempre nati, i giocatori di calcio. Una delle poche cose che c’è sempre stata. Magari può capitare un momento senza fenomeni come Totti, Del Piero… Però i giocatori bravi sono sempre usciti, avevo fiducia. Poi, guardi, nel mondo gli unici due fenomeni sono Messi e Ronaldo che, comunque, stanno andando verso una certa età. Non ci sono più squadre inarrivabili. Forse solo la Francia è un po’ più avanti perché è una squadra giovane, è campione del mondo. Però le altre stanno ricostruendo. Per questo non dobbiamo precluderci nessun obiettivo. Si può, nulla ce lo proibisce”. “Il momento di Zaniolo? E’ normale – spiega il tecnico azzurro – Lui sta conoscendo una pressione eccessiva, hanno persino iniziato a paragonarlo a Totti, che non c’entra proprio niente. Lui, anche per il ruolo, è totalmente diverso. Poi a lui è capitato tutto così all’improvviso… Non aveva mai giocato in serie B, tantomeno in serie A. Il suo talento gli ha fatto fare il salto, all’improvviso. Perciò è stato normale che negli ultimi mesi avesse un calo, sia fisico che psicologico. Roma non è una città semplice dove giocare. Però lui ha qualità e in sei mesi è migliorato. Dalla prima volta che l’ho chiamato a Coverciano è un altro giocatore”. La Nazionale sta viaggiando a vele spiegate verso Euro2020: “Dobbiamo fare dei punti per migliorare ulteriormente il ranking. Abbiamo un anno, prima dell’Europeo, in cui dobbiamo cercare di migliorare molto. In questi dodici mesi possiamo poi trovare qualcuno che ancora non è venuto fuori. Capita spesso, prima di un Europeo o di un Mondiale. Sono contento per come i ragazzi si comportano, per quello che fanno. Sono contenti quando vengono in Nazionale, si divertono, e questo è molto importante”. I suoi obiettivi sono quantomeno ambiziosi: “Il mio programma è vincere gli Europei e vincere i Mondiali. Questo è il mio programma. Non so se le altre Nazionali sono d’accordo. Però il nostro pensiero comune è questo. Anche perché l’Italia non vince gli Europei dal ’68, è ora di farlo”. Detto che dei campioni del passato prenderebbe nella sua Nazionale Totti e che ammira e considera un fratello Vialli, a Mancini manca un po’ allenare un club: “Mi manca in questi mesi, quando passano quattro mesi tra una partita e l’altra. Sono tanti. Ma essere l’allenatore della Nazionale è una esperienza prestigiosa”.
MANCINI “L’OBIETTIVO E’ VINCERE EUROPEI E MONDIALI”
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