Il PSG resta sul trono di Francia, ora il sogno Champions

09 Goncalo MATIAS RAMOS (psg) - 02 Achraf HAKIMI (psg) - 14 Desire DOUE (psg) during Ligue 1 McDonald's match between Paris and Angers at Parc des Princes on April 5, 2025 in Paris, France. (Photo by Anthony Bibard/FEP/Icon Sport/Sipa USA)

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – La nuova era sta portando i suoi frutti. Abbandonata la politica in stile galacticos degli anni precedenti e salutato non senza strascichi pure Mbappè, il Paris Saint Germain resta comunque saldamente sul trono di Francia e inizia a guardare con giustificata ambizione anche oltre i confini.

Con larghissimo anticipo la squadra guidata da Luis Enrique chiude i conti in Ligue 1: titolo numero 13 della storia, il quarto consecutivo, l’undicesimo in 13 stagioni dove solo Monaco e Lille hanno saputo sovvertire il pronostico. Vero è che con alle spalle la ricca proprietà qatariota tutto è più semplice ma più spendi più vinci non è sempre un’equazione perfetta.

All’ombra della Torre Eiffel non hanno smesso di investire ma la filosofia è cambiata: si punta su talenti giovani e funzionali all’idea di calcio che Luis Enrique sta portando avanti ormai dal suo arrivo nell’estate 2023.

A rinforzare una rosa già attrezzata sono arrivati prima Pacho, Douè (già entrato nel giro della nazionale di Deschamps) e Joao Neves, poi a gennaio la ciliegina sulla torta, quel Khvicha Kvaratskhelia che ha fatto innamorare Napoli e che ci ha messo poco a integrarsi. Del resto, alla seconda stagione sotto la guida del tecnico asturiano, il Psg è un elegante carro armato.

La vittoria della Ligue 1 non è stata mai in discussione: troppo grande il gap con le altre, con un bilancio di 23 vittorie, 5 pareggi (due dei quali col Reims, unica squadra a non aver perso col Psg e che ritroverà in finale di Coppa di Francia) e zero sconfitte che la dice lunga sul dominio di Marquinhos e compagni. A proposito del brasiliano, con i suoi 30 anni è il più “vecchio” della rosa, altro dato che fa riflettere su quello che potrebbe essere l’inizio di un nuovo e lungo ciclo.

Perchè va bene avere giovani promettenti ma un po’ di esperienza – vedi anche Donnarumma, Hakimi, Lucas Hernandez o Fabian Ruiz – non guasta. Poi c’è Luis Enrique, che Al Khelaifi non ha perso tempo a blindare fino al 2027: ha trasformato il Psg da un’accozzaglia di stelle a una squadra spettacolare e vincente, consacrando promesse come Zaire-Emery e Barcola e rilanciando calciatori come Dembelè, forse alla sua miglior stagione in carriera. Ma la missione non è finita: la Champions sfiorata nel 2020 resta il grande sogno. Dopo la rocambolesca semifinale persa un anno fa col Borussia Dortmund e una prima fase in cui ha corso seriamente il rischio di restare fuori, il Psg è avanzato fino ai quarti, dominando la doppia sfida col Liverpool. Ora, col campionato già in tasca, mirino puntato sull’Europa: la Ville Lumiere aspetta la coppa dalle grandi orecchie.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

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