Il bon ton, un valore essenziale per relazionarsi con gentilezza

ROMA (ITALPRESS) – In un mondo sempre più veloce e connesso, il bon ton, l’insieme di regole di cortesia e buone maniere, rimane un valore essenziale. Sapersi comportare non vuol dire mettere in pratica rigidi formalismi, ma relazionarsi con rispetto e gentilezza, conservando naturalezza e tratti personali.

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Conoscere le buone maniere è un passepartout per tutte le situazioni della vita, personale o professionale, vuol dire sapere stare a tavola, saper conversare e saper ricevere, ma sempre con misura ed equilibrio. Sul lavoro vuol dire porsi in modo collaborativo, mai prepotente e mai servile. Anche se la società evolve e le interazioni cambiano, il rispetto, l’educazione e l’attenzione verso gli altri restano fondamentali per costruire relazioni armoniose e ambienti sereni.

“Nel mondo di oggi, il bon ton è un modo abbastanza facile per distinguersi. Abbiamo interazioni sempre più numerose, veloci e superficiali e proprio per questo, la sciatteria è imperante ovunque. Quindi a volte basta veramente pochissima attenzione per porsi subito su un piano diverso e distinguersi”, ha detto Elisa Motterle, esperta di bon ton e unica italiana ad avere conseguito la certificazione di Etiquette Trainer presso l’International Protocol and Etiquette Academy di Londra, intervistata da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.

Il bon ton “è come un boomerang, lo lanci ma ti torna indietro perché se sei meglio disposto e più educato verso gli altri, normalmente anche gli altri poi si sentono meglio disposti nei tuoi confronti. Sono convinta che tutto nella vita si impari e non esiste chi è nato col bon ton, semplicemente ha avuto la fortuna di nascere in un contesto in cui ha assorbito queste cose un po’ per osmosi”.

Più che di regole del bon ton “parlerei di concetti chiave, ed uno è che il galateo non è ipocrisia. Curare la forma non vuol dire far diventare nera una cosa che è rossa. Inoltre il galateo “non è necessariamente corrispondente ad un’alta formalità: è chiaro che se vado al Quirinale dovrò essere molto formale ma se sono alla sagra della porchetta e pretendo di essere formale, sono io che sbaglio. L’eleganza è fatta anche di flessibilità e di adattabilità”. Sulle espressioni tipo ‘buon appetito’, ‘permesso’ o ‘salute’ , “non penso che siano questi dettagli che fanno una persona educata o maleducata, sono proprio tecnicismi”.

Tra i personaggi famosi che incarnano il bon ton c’è sicuramente “Kate Middleton, secondo me lei incarna molto bene questa attitudine contemporanea, ha un ruolo evidentemente istituzionale nel quale deve rispettare delle regole molto rigide ma poi ci è capitato di vederla soprattutto nell’ultimo anno, anche in occasioni non ufficiali, che trasmette una naturalezza e una nobiltà d’animo che che mi pare un ottimo esempio. Tra gli italiani mi viene in mente Jannik Sinner, uno sportivo che ha raggiunto grandi vette ma che si distingue per le piccole attenzioni, ad esempio per tenere l’ombrello alla raccattapalle”.

Nel futuro “la mia speranza è che le buone maniere diventino uno status symbol”. In passato “c’era più formalità ed ovvio che più le regole sono rigide, più uno ci rimane dentro ed è limitato. Per certe cose è bene che oggi siamo tutti più liberi rispetto che in passato, ma forse a volte tendiamo a esagerare e con la nostra libertà andiamo un po’ a pestare i piedi di chi ci sta intorno”.

Se dovesse fare una raccomandazione ai giovani cosa direbbe? “Farei un paragone col cellulare: non teniamo sempre la telecamera in modalità selfie, guardiamo anche fuori. È opportuno pensare a se stessi, volersi realizzare, voler fare ciò che si vuole nella vita, ma bisogna anche tener conto che non siamo soli al mondo”.

-Foto tratta da video Medicina Top-
(ITALPRESS).

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