GP Giappone, degrado gomme minore e ipotesi unica sosta

81 PIASTRI Oscar (aus), McLaren F1 Team MCL39, action during the Formula 1 Lenovo Japanese Grand Prix 2025, 3rd round of the 2025 FIA Formula One World Championship from April 4 to 6, 2025 on the Suzuka Circuit, in Suzuka, Japan

SUZUKA (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Oscar Piastri è stato il più veloce nella prima giornata di prove libere del Gran Premio del Giappone. Il pilota australiano della McLaren ha chiuso in testa la seconda sessione di prove libere con il tempo di 1’28″114, inferiore di 83 millesimi al tempo della pole position 2024, ottenuta da Max Verstappen (Red Bull).

McLaren sugli scudi anche nella prima sessione, quella che ha visto i piloti poter girare con continuità, con Lando Norris primo con il tempo di 1’28″549. Tutte e tre le mescole sono state protagoniste in entrambe le sessioni di prove libere. La seconda è stata però sostanzialmente ridotta a 21 minuti di azione in pista a causa delle quattro interruzioni provocate dalle uscite di pista di Jack Doohan (Alpine) prima e Fernando Alonso (Aston Martin) poi, seguite da un paio di piccoli incendi sull’erba a bordo pista: ne è derivato che nessun pilota è riuscito a fare più di tre giri cronometrati di seguito.

Oggi ben quindici piloti hanno utilizzato un set di Hard: cinque nella prima sessione (Stroll, Alonso, Hadjar, Lawson e Bortoleto) e dieci nella seconda (Piastri, Leclerc, Hamilton, Antonelli, Russell, Doohan, Gasly, Albon, Sainz e Hulkenberg). I cinque che hanno preferito tenersi entrambi i set di C1 disponibili per il prosieguo del fine settimana sono Verstappen, Tsunoda, Norris, Ocon e Bearman.

Nel 2024, al venerdì solamente cinque piloti – i due della Red Bull (Verstappen e Perez), i due della Ferrari (Leclerc e Sainz) e Magnussen (Haas) – avevano usato la mescola più dura di quelle portate dalla Pirelli per questo Gran Premio. Va peraltro tenuto presente che lo scorso anno FP2 era stata caratterizzata dalla pioggia caduta ad intermittenza.

“Una giornata che, per certi versi, è difficile da interpretare perché abbiamo avuto una seconda sessione in cui nessuno ha potuto girare con un minimo di continuità a causa delle quattro bandiere rosse ma ha comunque permesso di trarre alcune indicazioni importanti – commenta Simone Berra, Pirelli chief engineerInnanzitutto, la pista si è dimostrata nettamente più veloce dello scorso anno, basti pensare che il miglior tempo di Piastri è già più basso della pole 2024. Ciò è dovuto non soltanto al naturale progresso prestazionale dell’attuale generazione di monoposto ma anche – e in maniera significativa – alla maggior aderenza offerta dall’asfalto nuovo posato nel tratto di pista che va dall’uscita della chicane fino al termine del primo settore: più della metà del progresso cronometrico da un anno all’altro – prendendo in esame le due sessioni comparabili (FP1) – può essere attribuita, appunto, al primo settore”.

“Anche se nella seconda sessione non è stato possibile per nessuno fare dei long run, abbiamo raccolto un po’ di dati nella prima, quando diversi piloti hanno effettuato lunghe serie di giri, differenziandosi fra loro in termini di mescole usate – aggiunge Berra In linea di massima, salvo pochissime eccezioni, non abbiamo registrato graining e abbiamo visto come tutte e tre le mescole possono giocare, almeno sulla carta, un ruolo in gara. Peraltro, abbiamo notato come, all’opposto di quanto accaduto nel 2024, tre quarti dei piloti hanno già scelto di non conservare entrambi i set di Hard. Il livello di degrado misurato oggi nei long run è minore rispetto alle previsioni e ciò può far ipotizzare come la sosta singola possa risultare addirittura più competitiva del doppio pit-stop che, sulla carta, era la strategia più rapida. Staremo a vedere come evolverà la situazione, anche in funzione delle previsioni meteorologiche, che danno pioggia nella notte fra sabato e domenica”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

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