ROMA (ITALPRESS) – “Io non ho paura della fuga dei cervelli, ho paura del pessimismo cosmico che si accompagna alla fuga dei cervelli: i cervelli non fuggono, i cervelli vanno a contaminarsi all’estero. Per colpa del numero chiuso all’università sono costretti ad andare a studiare in Europa, facendo una fatica terribile a ritornare perché le lauree che si prendono in Europa, in Romania, in Bulgaria o in Albania non sono quelle che potrebbero prendersi in Italia, e questo è uno dei motivi per cui io ho insistito per l’apertura programmata del numero chiuso”. Lo ha detto Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della Ricerca, intervenendo al convegno “Ricerca e futuro. Il contributo dell’industria farmaceutica per la salute di domani”, organizzato da Farmindustria.
“I medici non servono solo il Servizio Sanitario Nazionale ma servono anche al Pharma, i medici, le nuove professionalità servono all’industria farmaceutica. Dobbiamo metterli nelle condizioni di tornare in Italia, a partire dagli investimenti in ricerca, i nostri professionisti torneranno a studiare in una comunità scientifica dinamica e porteranno amici, dobbiamo aprirci al mondo”, ha aggiunto.
Il ministro Bernini ha ricordato che “la ricerca è importante perché non è cuore, è formazione. Il Pharma, è al primo posto sul podio, non solamente del nostro budget domestico di impresa, ma anche soprattutto sull’export. Un settore dove il capitale umano non potrà mai fare agio sul capitale tecnologico ma i due capitali non potranno far finta di non conoscersi”.
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