Albanese “La Mafia controlla gli ignoranti, non gli imprenditori”

PALERMO (ITALPRESS) – “A Palermo la cultura mafiosa sopravvive nella ottusa mentalità di una fascia di popolazione che non conosce prima di tutto la base dell’educazione civica, di più esiste una mafia che è ancora in grado di controllare nel territorio gli ignoranti, ma non gli imprenditori, perché si tratta per lo più di gente la cui cultura è ancora legata a vecchi retaggi del passato, quando ci si rivolgeva al mafioso di quartiere per cercare protezione nelle forme più varie”. Lo dice Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio Palermo Enna, a proposito delle intercettazioni relative alle ultime inchieste della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, che fotografano, ancora una volta, sacche di città che faticano a voltare pagina.

“Solo gli stupidi e gli ignoranti oggi possono cercare ancora tutela nel mafioso di turno – aggiunge Albanese -, chi non ha alcuna intenzione di affrancarsi da quella mentalità nulla ha a che fare con gli imprenditori, i quali sanno bene che ci si deve rivolgere allo Stato, alle forze dell’ordine ed alla magistratura per contrastare ogni forma di sopruso. Vero è che i mafiosi continuano a ‘regolare’ la vita di interi quartieri – prosegue – e purtroppo sono diversi gli esempi di zone importanti di Palermo in cui abusivismo, degrado, inciviltà, rifiuti fuori controllo sono da anni fatti acclarati”.

“Secondo quanto emerge dalle ultime indagini – ha rimarcato nuovamente Albanese -, nonostante gli sforzi comuni, Palermo sembra essere davvero una città irredimibile, pervasa da fasce importanti di popolazione legate più a quella cultura mafiosa, che da anni cerchiamo di combattere, ed incastrata nella incapacità di fare quel salto di qualità che la possa far arrivare agli standard europei”.

“Continuiamo a parlare di rifiuti abbandonati, di strade luride, di abusivismo commerciale, di situazioni al limite della legge, che penalizzano i veri commercianti e le vere imprese, quelli cioè che non hanno remore in caso di problemi a rivolgersi allo Stato piuttosto che al mafioso del loro ‘mandamento‘ – sottolinea ancora Albanese -. L’appello va rivolto alle istituzioni, agli amministratori, alla politica affinché si possa costruire, una volta per tutte, quella base di educazione civica per permettere quello scatto di emancipazione culturale che possa portare automaticamente a dire no a qualsiasi forma di cultura mafiosa e che appartiene più a retaggi del passato. La mafia va combattuta con le buone, semplici e coraggiose azioni quotidiane”, ha concluso.

– Foto Ufficio stampa Camera Commercio Palermo Enna –

(ITALPRESS).

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