ROMA (ITALPRESS) – Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail nel primo bimestre del 2025 sono state 61.641, in diminuzione del 5,2% rispetto alle 65.035 dei primi due mesi del 2024, dell’1,4% rispetto al 2023, del 40,2% rispetto al 2022, dell’11,6% sul 2021, del 10,2% sul 2020 e del 13,3% sul 2019, anno che precede la crisi pandemica.
Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento febbraio 2025, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 309 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat del febbraio 2019 alle 253 del 2025, con un calo del 18,1%. Rispetto a febbraio 2024 la riduzione è del 7,4% (da 274 a 253). L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’83,8% del 2019 all’83,5% del 2025.
A febbraio di quest’anno il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un -5,2% nella gestione Industria e servizi (dai 57.773 casi del 2024 ai 54.766 del 2025), un -7,5% in Agricoltura (da 3.643 a 3.370) e un -3,2% nel Conto Stato (da 3.619 a 3.505). Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi la Sanità e assistenza sociale (+6,7%), il Trasporto e magazzinaggio (+3,0%) e il Commercio (+2,8%), e per i decrementi il comparto manifatturiero (-6,5%), le Costruzioni (-2,3%), le attività dei servizi di Alloggio e Ristorazione (-1,6%) e il Noleggio e servizi di supporto alle imprese (-0,4%).
L’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce nel Nord-Ovest (-10,5%), al Centro (-4,6%), al Sud (-4,3%), nel Nord-Est (-2,0%) e nelle Isole (-0,8%). Tra le regioni con i maggiori decrementi percentuali si segnalano la Liguria (-12,0%), la Lombardia (-11,3%), l’Umbria (-10,8%) e la Campania (-10,5%), mentre incrementi si registrano nella provincia autonoma di Bolzano (+11,2%), nel Molise (+3,3%), nel Friuli Venezia Giulia (+3,0%), nel Lazio (+2,1%) e nelle Marche (+0,4%). La diminuzione delle denunce di infortunio che emerge dal confronto del 2024 e del 2025 è legata sia alla componente maschile, che registra un -7,0% (da 43.968 a 40.878 casi) sia a quella femminile (-1,4%; da 21.067 a 20.763). In flessione sia le denunce dei lavoratori italiani (-5,8%) che degli stranieri (-3,2%). L’analisi per classi di età mostra aumenti tra gli under 15 (+34,3%) e per 60-69enni (+4,3%). Si registra, per contro, un calo nella fascia che va dai 15 ai 59 anni (-6,7%).
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti) presentate entro il mese di febbraio 2025, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 97, sei in più rispetto alle 91 registrate nel 2024, 24 in più rispetto al 2023, 12 in più rispetto al 2022 e al 2021, 22 in più rispetto al 2020 e 15 in più rispetto al 2019. Rapportando il numero dei casi mortali in occasione di lavoro (al netto degli studenti) agli occupati Istat nei vari periodi (dati provvisori), si nota come l’incidenza passi da 0,36 decessi denunciati ogni 100mila occupati Istat del febbraio 2019 a 0,40 del 2025 (+11,1%) e aumenti del +5,3% rispetto a febbraio 2024 (da 0,38 a 0,40). L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è passata dal 67,8% del 2019 al 72,9% del 2025 (è stata del 77,1% nel 2024). L’incremento ha riguardato la gestione Industria e servizi, che passa da 80 a 82 denunce mortali, e l’Agricoltura (da 10 a 14). Parità nel conto Stato (un caso in entrambi i bimestri).
Dall’analisi territoriale emergono incrementi nel Nord-Ovest (da 27 a 28 denunce), nel Nord-Est (da 20 a 21), al Centro (da 17 a 21) e al Sud (da 19 a 24), e un calo nelle Isole (da 8 a 3). Tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano il Veneto (+6), l’Umbria (+4), la Basilicata e la Puglia (+3 casi entrambe), mentre per i cali più evidenti la Sicilia (-4) e il Friuli Venezia Giulia (-2). L’incremento rilevato nel confronto dei bimestri gennaio-febbraio 2024 e 2025 è legato soprattutto alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 87 a 91, mentre quella femminile da quattro a sei. Aumentano solo le denunce per i lavoratori italiani (da 70 a 76), mentre per gli stranieri sono 21 in entrambi i periodi.
L’analisi per classi di età evidenzia incrementi delle denunce tra i 30-34enni (da 2 a 6), tra i 40-49enni (da 16 a 22) e tra i 55-59enni (da 21 a 29). Riduzioni tra i 35-39enni (da 6 a 4), tra i 50-54enni (da 19 a 15) e tra gli over 59 (da 22 a 15). Gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (al netto degli studenti), denunciati all’Inail entro il mese di febbraio 2025 sono stati 12.181, in calo del 2,1% rispetto ai 12.440 del 2024, dell’1,1% sul 2020, dell’11,4% sul 2019, e in aumento del 56,5% sul 2021, del 24,9% sul 2022 e dell’8,3% sul 2023. L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni (al netto degli studenti) è passata dal 16,2% del 2019 al 16,5% del 2025.
A febbraio di quest’anno il numero delle denunce di infortuni ha segnato un -1,8% nella gestione Industria e servizi (dai 10.889 casi del 2024 ai 10.698 del 2025), un +6,7% in Agricoltura (da 149 a 159) e un -5,6% nel Conto Stato (da 1.402 a 1.324). L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce solo al Centro (+2,1%) e riduzioni nel Nord-Est (-6,4%), nel Nord-Ovest (-1,9%), nelle Isole (-1,5%) e al Sud (-0,9%). Tra le regioni con i maggiori incrementi dei casi si segnalano la Toscana (+132), la Liguria (+100) e il Friuli Venezia Giulia (+43), mentre i decrementi maggiori si registrano in Veneto (-289), in Lombardia (-110) e in Umbria (-95).
La diminuzione delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2024 e il 2025 è legata soprattutto alla componente maschile, che registra un -3,8% (da 6.176 a 5.941 casi), contro un -0,4% di quella femminile (da 6.264 a 6.240). Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (-3,2%) al contrario di quelle degli stranieri (+2,6%). L’analisi per classi di età mostra aumenti tra i 25-29enni e 35-39enni (+0,7% entrambe) e tra i 55-64enni (+4,8%), e decrementi tra i 15-24enni (-4,2%), tra i 30-34enni (-9,8%), tra i 40-54enni (-4,4%) e tra gli over 64 (-5,2%). Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti) presentate nel 2025, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 36, nove in più rispetto alle 27 registrate nel 2024 (+33,3%).
L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è passata dal 32,2% del 2019 al 27,1% del 2025 (è stata del 22,9% nel 2024). L’incremento ha riguardato solo la gestione Industria e servizi, che passa da 25 a 34 denunce mortali, mentre in Agricoltura sono stati denunciati due decessi in entrambi i bimestri e nel conto Stato nessuno. Dall’analisi territoriale emergono incrementi nel Nord-Ovest (da 11 a 13 denunce), nel Nord-Est (da 4 a 10) e al Centro (da 4 a 7), cali al Sud (da 5 a 3) e parità nelle Isole (3). L’incremento rilevato nel confronto tra il 2024 e il 2025 è legato sia alla componente maschile, le cui denunce mortali in itinere sono passate da 22 a 29, sia a quella femminile (da 5 a 7).
Aumentano le denunce dei lavoratori italiani (da 18 a 27) e restano nove quelle degli stranieri in entrambi i periodi. Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di febbraio 2025 sono state 15.734, in aumento del 3,3% rispetto alle 15.236 del 2024. Da settembre 2023 è in vigore l’estensione della tutela Inail agli studenti di scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, prevista dal decreto legge n. 48 del 4 maggio 2023 e confermata anche per l’anno scolastico 2024-2025. L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 17,6% del totale delle denunce registrate nel 2025. Il 43% interessa le studentesse (+2,1% l’incremento tra il 2024 e il 2025), il 57% gli studenti (+4,1%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi.
La Lombardia è la regione che presenta più denunce (23% del totale nazionale, +7% sul 2024), seguita da Veneto (13%, +16,1%), Piemonte (11%, +10,7%) ed Emilia Romagna (11%, -8,5%). Il 96% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 4% gli studenti delle scuole non statali e private. Circa 400 gli infortuni denunciati dagli studenti coinvolti nei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO). Cinque le denunce di infortunio con esito mortale degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di febbraio 2025, una nel 2024. Per una riconciliazione con le tabelle mensili degli Open data pubblicate, si evidenzia che le denunce di infortunio, comprese quelle relative a studenti, pervenute complessivamente all’Inail nel periodo gennaio-febbraio 2025 sono state 89.556, in calo del 3,4% rispetto alle 92.711 del bimestre gennaio-febbraio 2024. I casi mortali denunciati sono stati rispettivamente 138 contro 119 (+16,0%). Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel primo bimestre 2025 sono state 14.917, 818 in più rispetto allo stesso periodo del 2024 (+5,8%). L’aumento è del 43,4% sul 2023, dell’84,6% sul 2022, del 91,2% sul 2021, del 41,5% sul 2020 e del 50,1% sul 2019.
I dati rilevati a febbraio di ciascun anno mostrano incrementi delle patologie denunciate nelle gestioni Industria e servizi (+5,9%, da 11.712 a 12.403 casi) e Agricoltura (+6,9%, da 2.259 a 2.416), e un decremento nel conto Stato (-23,4%, da 128 a 98). L’aumento interessa il Sud (+22,5%), il Nord-Ovest (+16,9%) e il Nord-Est (+4,4%). In calo le Isole (-16,3%) e il Centro (-1,2%). In ottica di genere si rilevano 608 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 10.573 a 11.181 (+5,8%), e 210 in più per le lavoratrici, da 3.526 a 3.736 (+6,0%). L’aumento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 12.905 a 13.545 (+5,0%), sia quelle degli stranieri, da 1.194 a 1.372 (+14,9%). Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nel primo bimestre del 2025, le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.
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