OROSCOPO
giovedì 27 aprile 2017

MONDIALI2014: IN ITALIA VIETATO PERDERE MA NON BASTA NEPPURE VINCERE

08/07/2014 12.30

Di Italo Cucci

Il calcio non e' - ne' pretende d'essere - uno sport esemplare; spesso esibisce fatti e personaggi poco commendevoli e produce soprattutto emozioni. Ma quando arriva il Mondiale ci si puo' aspettare anche una rassegna di belle azioni e buoni sentimenti.
Adesso non mi sbattete in faccia la zuccata di Zidane a Materazzi del 2006, fermatevi piuttosto a considerare quel che s'è visto in Brasile 2014 dove Bellezza e Felicità cominciano dagli stadi stracolmi di appassionati che hanno sposato la filosofia del luogo -l'Allegria - soprattutto fra donne e bambini, grandi assenti dalle nostre arene. E gli episodi: segnali di amicizia ovunque, fra i contendenti, nonostante gli arbitri abbiano sposato il gioco duro e spesso impunito; e lacrime, non solo di dolore come nel caso di Neymar, ma di infantile amarezza, vedi James Rodriguez eliminato dai brasiliani che subito lo consolano e chiedono per lui l'applauso della folla; fino all'abbraccio fra Cillessen e Krul, i Due Portieri dell'Olanda sui quali lo scaltro Van Gaal ha costruito una inedita leggenda. Noi italiani, fuori con disdoro e con rabbia, con Buffon che scarica brutalmente i Balotelli per antonomasia: i giovani svogliati, incapaci di sacrificio, egoisti e inesperti; con dirigenti in fuga e un tecnico, Prandelli, che se la batte sapendo che al ritorno in patria per lui non ci sara' la comprensione che ha spinto gli inglesi a confermare Hodgson nè il rispetto dovuto e confermato dagli spagnoli a Del Bosque. Vietato perdere, da noi, ma non basta neppure saper vincere: Bearzot '82 finì nel dimenticatoio, seguendo le tracce di Vittorio Pozzo che dovette sopportare anche una sorta di epurazione infinita pur essendo stato un ritratto del coraggio e dell'indipendenza. Oggi, mentre si e' aperto un dibattito scomposto sul successore di Prandelli, si mette in discussione anche la serietà personale e professionale del Ct azzurro precedentemente portato sugli altari dagli stessi che sospettano preaccordi segreti con il Galatasary per occuparne la panchina. Come con Balotelli, si va oltre il giudizio tecnico/professionale offendendo la persona. Ho sempre detto che il Codice Etico di don Cesare non mi convinceva per superficialità: ne ho avuta la conferma, visto che lo spogliatoio azzurro dopo la sconfitta e' apparso come un nido di vipere.
Esperienza mi dice che ci si dovrebbe accontentare di un Codice Estetico, allontanando dalla Nazionale tutti i tatuati, i crestuti e i maleducati. Una raccomandazione per il futuro Ct che, proprio per questo motivo, vorrei fosse espresso come un tempo non dal Mercato ma dalla Scuola di Coverciano. Maestri come Valcareggi, Bearzot, Vicini, Maldini, tutte brave persone con un difetto gravissimo: vincevano molto e incassavano poco.
(ITALPRESS).

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