OROSCOPO
sabato 24 giugno 2017

TAVECCHIO NUOVO PRESIDENTE FIGC, UN'ELEZIONE QUASI TRIONFALE

11/08/2014 21.16

ROMA (ITALPRESS) - Carlo Tavecchio e' il nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Il suo nome si aggiunge a quello di Artemio Franchi, Antonio Matarrese, Franco Carraro e Giancarlo Abete, il presidente uscente che il neoeletto ha salutato con le lacrime agli occhi. Si e' detto, dal giorno delle dimissioni di Abete dopo la sconfitta Mondiale in Brasile, che Tavecchio aveva tutti i numeri per vincere. Dopo che il presidente della Lega Nazionale Dilettanti e' scivolato sulla famigerata buccia di banana, il grande concerto dei media piu' autorevoli ha voluto precisare, con una campagna durissima e senza precedenti, che i numeri di Tavecchio erano solo aride cifre corrispondenti alle quote di voto delle singole leghe e componenti della Federcalcio, negandogli, invece, i "numeri" di un leader, di un presidente capace di rappresentare il calcio italiano agli alti vertici dell'Europa e del mondo, cosi' come alle litigiose componenti nazionali. Si da' il caso che con un risultato senza precedenti, la feroce campagna mediatica contro il "piccolo" Tavecchio abbia portato i numeri aridi e le sue non qualita' al clamoroso risultato di una elezione quasi trionfale. Tre votazioni, tre precisi successi sul diretto avversario, Demetrio Albertini, peraltro noto come componente di vertice di quella Federazione che, uscita sconfitta dai Mondiali, era stata indicata dai media nazionali con un titolo significativo: "Tutti a casa". Albertini era sicuramente pronto ad andarsene, ma e' stato invischiato dai cosiddetti poteri forti (grandi club e grandi media) in una campagna elettorale che lo ha visto soccombere poco dignitosamente. D'altra parte era parso a tutti evidente che il cosiddetto gruppo dei 9 (poi 10, poi 8, poi 7 e via discorrendo) non rappresentava altro che il mitico gattopardismo nazionale: "cambiamo tutto per non cambiare niente". Perche' e' fuori discussione che i cambiamenti che si invocano - e da queste parti da moltissimo tempo - ovvero la riduzione del campionato di Serie A a 18 o 16 squadre, l'introduzione di un numero minimo di calciatori italiani per ogni club, la riduzione degli acquisti di calciatori extracomunitrari che ormai occupano il 56% dell'intera popolazione pedatoria, appartengano alla Serie A che ha avuto mille occasioni per ridimensionarsi e le ha tutte rifiutate. Banane a parte l'avvento di Carlo Tavecchio, vale a dire di un manager di provata capacita', ha fatto temere che le riforme invocate potessero effettivamente essere portate a termine. Senza scomodare il premier italiano, la lotta che oggi il calcio deve fare per darsi una nuova dimensione, una nuova cultura, una nuova capacita', somiglia molto a quella dello Stato. Nelle prossime ore si attendono i primi importanti risultati della gestione Tavecchio, in primis la nomina del commissario tecnico della Nazionale che dovrebbe rispondere ai ben noti criteri federali di Capacita'&Risparmio. Stupisce che i media contestatori abbiano gia' trovato in qualche fedele collaboratore di Malago', il presidente del Coni intelligentemente ritiratosi dalla mischia quando ha annusato il vento infido, profili giusti per le cariche dirigenziali della Federcalcio. Mediti, Tavecchio, mediti. Lavori molto e bene. E parli poco.

(ITALPRESS).