OROSCOPO
giovedì 27 aprile 2017

BATTUTI ANCHE DALL'URUGUAY, L'ITALIA FUORI DAL MONDIALE

28/06/2014 17.12

di Italo Cucci

Abbiamo archiviato, nel tempo, calci, sputi, gomitate, insolenze: stavolta registriamo la cacciata piu' violenta. A morsi. Non per salvare una Nazionale rocciosa dietro, impotente davanti, spesso senza un progetto costruttivo in mezzo e che alla fine ha portato alle dimissioni -irrevocabili- in coppia del ct Prandelli e del presidente Abete, ma il morso di quell'insolente Suarez che, una volta ferito Chiellini, s'e' preoccupato solo dei propri denti messi alla prova dalla non tenera spalla, e' motivo inusitato di un'altra cacciata meritata nel merito, offensiva nel modo. Buffon aveva temuto, addirittura evocato il fallimento, ha tentato i evitarlo con interventi da campione ma gia' estremi, procurati non tanto dalla potenza avversaria quanto dalla nostra occasionale mollezza provocata - io credo - dall'infelice idea di poter resistere fino in fondo mano a mano che passavano i minuti e i continui rinforzi offensivi proposti da Tabarez non cambiavano lo scenario. Possiamo lamentare la cacciata di Marchisio, ingiusta; il richiamo in panchina di Balotelli, meritato se li' avessimo trovato un attaccante di qualita', di peso e di rabbia; l'ingresso di ragazzi di belle speranze che non hanno dato il minimo aiuto, solo il "vecchio" Cassano ha trovato giocate di classe, ma da offrire ai televisori e allo stadio, non a una prima linea sempre problematica. Il Mondiale lo abbiamo perduto con il Costarica che ci ha dato una lezione di calcio, l'illusione di recuperarlo con gli uruguagi marpioni era solo un pio desiderio, quasi la speranza di essere risparmiati in particolare da quegli "italiani" che - come ha fatto Cavani - non ci hanno mai impensierito.
Il piu' impegnato, Ramirez, solo un vecchio ricordo bolognese, e' stato utilissimo a Tabarez nella fase finale. Alla vigilia m'ero augurato che il modulo 3-5-2 potesse diventare un 5-3-2 mobile per la protezione della porta e insieme per slanci sulle ali, effettuati raramente da un De Sciglio ordinato ma senza slanci eroici. Tutti a casa bocciati, dunque, compresi Prandelli e Abete, ma con pochi rimpianti e soprattutto senza meritare processi furiosi, come spesso e' successo in contrasto con i trionfi insperati. Fuori in Sudafrica, fuori in Brasile: e' crisi non occasionale ma costruita dalle cecita' dei Padroni del Vapore che continuano a imbottire le loro squadre di stranieri e lasciano la Nazionale priva di attaccanti di sicuro valore. Adesso diranno ch'e' tutta colpa di Balotelli: vorrei sapere chi c'era, a dargli man forte. Il buon Immobile ha fatto solo un provino: rimandato a ottobre, al campionato tedesco. Personalmente, rimpiango solo Pepito Rossi. Ho sempre creduto che potesse essere comunque utile.
Oggi siamo giustamente puniti. Ma il peggio deve ancora venire.
Con l'aria che tira, speriamo di trovare qualche sudamericano con bisnonno italiano. O meglio, decidiamo di imporre altre scelte per il campionato, scelte dure, coraggiose: come successe quando Giulio Onesti esplose contro i Ricchi Scemi, categoria mai esaurita.
(ITALPRESS).

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